Italiano, storia, filosofia, materie STEM. La nostra cultura è veramente ricca e unica.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito investe risorse e tempo per garantire un apprendimento universale definendo programmi e stabilendo tempistiche.
Purtuttavia, questi programmi non stanno ottenendo i risultati sperati: sempre più studenti rinunciano agli studi e altri li continuano per il pezzo di carta, reputando gli argomenti affrontati inutili.
I programmi sono densi, i tempi brevi e i docenti fanno quel che possono per rispettarli, ma la strada, in molti casi, è univoca: nozione, corsa, altra nozione, valutazione.
Il nozionismo è un serio problema, perché non permette nello studente la formazione e lo sviluppo di un pensiero critico- oggi fondamentale per affrontare un mondo complesso e l’IA- e non favorisce la PASSIONE, l’interesse e il senso di utilità della materia che si affronta.
Epilogo? Burnout scolastico, giovani sempre più manipolabili e disinformazione alle stelle.
Non basta aggiornare i contenuti, serve ridisegnare l’intero percorso didattico:
- Evitando di proporre gli stessi argomenti;
- Evitando nozioni sterili al fine della formazione;
- Ridefinendo gli orari scolastici;
- Promuovendo il debate.
Voglio portare un esempio, poiché di mio particolare interesse, per quanto riguarda la scuola secondaria di secondo grado.
Storia, una delle materie che più amavo, affrettata da un iter gestito male: nei primi due anni di liceo abbiamo affrontato storia antica (discussa trasversalmente anche in antologia), al terzo anno… di nuovo la storia antica degli anni precedenti.
Poi? Ci si trova ad affrontare il ‘900, periodo storicamente più complesso ed affascinante, in pochi mesi e arrivando, se tutto va bene, a parlare della guerra fredda. Storia più recente? Omessa.
In altre parole, eliminando sterili ripetizioni si elimina anche la fretta.
Pensiero critico ed educazione civica
Lo sviluppo del pensiero critico deve essere l’obiettivo principale dell’iter formativo, specialmente negli indirizzi umanistici, per affrontare la nostra realtà:
politica (nazionale e non), informazione e situazioni di tutti i giorni.
La minaccia? Non solo l’indottrinamento e le false informazioni, ma anche (e soprattutto) l’IA, che ha rivoluzionato il mondo della comunicazione moderna, tanto da essere usata anche a fini politici.
L’educazione civica risulta fondamentale per la sensibilizzazione e la crescita di cittadini consapevoli. Perciò, bisognerebbe garantire (nella scuola secondaria di secondo grado):
- 2 ore settimanali obbligatorie;
- L’autonomia della materia anche nella valutazione;
- Un docente specializzato in materia;
- L’insegnamento generale di Diritto;
- Dibattiti, casi concreti, simulazioni, non solo teoria.
Se si vuole una Nazione e un Popolo consapevole, ovviamente.
Raffaele K. Pandozzi






