Dopo la mancata uscita, nella giornata di ieri, del decreto relativo al secondo ciclo INDIRE, nei gruppi di confronto si sono moltiplicati quesiti e ipotesi.
La domanda ricorrente è una: perché, ad oggi, il decreto non è ancora stato pubblicato, nonostante per mesi sia stato indicato come “imminente” o “in dirittura d’arrivo”?
A questo si aggiunge un secondo interrogativo: perché le certezze diffuse da testate, sindacati e rappresentanti politici circa la conclusione del percorso entro il 30 giugno (e il conseguente scioglimento della riserva GPS) sembrano improvvisamente venute meno?
È corretto ricordare che, per consentire una conclusione entro il 30/06, il margine temporale è ormai estremamente ridotto.
Proprio per questo è utile fermarsi e provare a leggere con lucidità ciò che sta accadendo, distinguendo tra previsioni e atti ufficiali.
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Prima possibile chiave di lettura: la sovrapposizione con i percorsi universitari.
Nei giorni scorsi è stato pubblicato il decreto sui percorsi abilitanti universitari, che interessa in buona parte la stessa platea di docenti cui si rivolge il secondo ciclo INDIRE.
È plausibile che il Ministero abbia scelto di non far uscire contemporaneamente due percorsi rivolti allo stesso target, anche considerando che la normativa vieta la frequenza simultanea di più percorsi abilitanti o di specializzazione con obbligo di frequenza. Una sovrapposizione temporale troppo spinta avrebbe creato criticità sia per i corsisti (scelta del percorso, gestione della frequenza, rischio di incompatibilità) sia per gli atenei e per INDIRE sul piano organizzativo.
Seconda possibile chiave di lettura: coordinamento con l’XI ciclo TFA Sostegno.
Siamo prossimi anche alla pubblicazione del bando dell’XI ciclo del TFA Sostegno, che secondo i calendari previsionali dovrebbe collocarsi tra la primavera e l’estate 2026.
Un’ipotesi ragionevole è che si stia lavorando a una programmazione parallela dei percorsi (TFA e INDIRE), in modo da consentire alla platea interessata di orientarsi e procedere in modo consapevole verso l’obiettivo comune: la stabilizzazione nel sistema scolastico.
Terza chiave: la cornice normativa.
Il secondo ciclo INDIRE è garantito sul piano normativo: il DL 9 settembre 2025 n. 127, convertito in legge con modificazioni, ha prorogato fino al 31 dicembre 2026 il periodo per completare i percorsi di specializzazione per il sostegno gestiti da INDIRE, con o senza la collaborazione delle università.
La stessa disciplina amplia la platea potenziale includendo i docenti precari con almeno tre anni di servizio su sostegno nei precedenti otto anni, anziché cinque, e regolando anche i casi di specializzazione conseguita all’estero con procedura di riconoscimento in corso.
Questo significa che il secondo ciclo INDIRE non è una misura “facoltativa” o occasionale, ma si colloca all’interno di una finestra normativa definita, che arriva fino a fine 2026. Di conseguenza, non siamo di fronte a un “ritardo” che metta in discussione l’esistenza del percorso, ma piuttosto a uno scarto tra le anticipazioni diffuse negli ultimi mesi e i tempi reali dell’iter amministrativo e organizzativo.
È importante chiarirlo: le date circolate finora (avvio a febbraio, conclusione a giugno, pubblicazione “entro pochi giorni”) non erano atti ufficiali, ma ricostruzioni giornalistiche, dichiarazioni politiche o comunicazioni sindacali, prive di valore normativo vincolante.
Lo stesso annuncio di una partenza dei corsi entro l’inizio di marzo, con durata minima di quattro mesi e conclusione entro giugno, è stato presentato in alcuni articoli come previsione o indicazione “in programma”, non come testo di decreto già pubblicato. L’aggancio al 30 giugno come data utile per lo scioglimento della riserva in GPS dipende dall’ordinanza di aggiornamento e dalle concrete tempistiche di avvio dei corsi, che ad oggi non risultano ancora cristallizzate in un atto ministeriale definitivo.
Cosa è davvero in discussione (e cosa no).
A prescindere dalle motivazioni specifiche sullo slittamento del decreto, un punto è fermo: la partenza del secondo ciclo INDIRE non è in discussione sul piano normativo, perché la cornice legislativa ne prevede la realizzazione entro il 31 dicembre 2026. L’invito, quindi, è a mantenere la calma e a valutare con lucidità le scelte da compiere in questa fase, soprattutto in relazione all’aggiornamento delle GPS e all’eventuale partecipazione ad altri percorsi (TFA, abilitanti universitari), evitando decisioni dettate dalla paura o da informazioni non ufficiali.
Questo intervento vuole essere anche un invito, rivolto a sindacati, testate e a chi lavora “dietro le quinte”, a comunicare con maggiore chiarezza e responsabilità, in particolare quando si parla di date e scadenze. La trasparenza è essenziale per consentire ai docenti di compiere scelte serene e consapevoli sul proprio percorso professionale, senza rincorrere continuamente annunci, bozze e anticipazioni poi smentite dai fatti.
Pandozzi Raffaele Karol
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